Dentro la nostalgia era sempre contento, perché tutto era già successo e non doveva avere paura di niente. Per essere felici sarebbe bastato non uscire mai da quel posto di cui lui aveva le chiavi. La felicità, si diceva camminando sui suoi tappeti rossi e guardando fuori dalle finestre, era chiudere a chiave le cose belle che erano successe. Diventare grande con le cose che aveva vissuto, e poi non vivere più. Quando lo pensava, il bambino accarezzava il suo dolore e si sentiva veramente felice. E tra tutte le cose, quella era la più triste.

da "Un bene al mondo" di Andrea Bajani edito da Einaudi

2008-2018. Goodbye Fredonia.

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Cianotipia a contatto su telo di lino 400 x 111

Luglio 2018. Periodo qualsiasi, ma che incorpora nella sua semantica tutta la storia dell’uomo occidentale. Duemiladiciotto anni dalla nascita di Cristo. Risulta sintomatico, che inevitabilmente la nostra cultura abbia subito una influenza da parte della religione. L’arte ha assolto il compito di dare una rappresentazione delle religioni, e le religioni hanno finanziato l’arte. La rappresentazione è stata testimonianza dell’esistenza di Dio, testimonianza che basa la sua veridicità sull’assunto che ci sia stata un’immagine latente del messia. La religione cristiana assolve queste perplessità attraverso l’atto di fede, nel quale si richiede al credente di andare oltre le prove apparenti e di avere fiducia in Dio. Atto di fede che genera un valore ideologico aggiunto sulle creazioni artistiche e sulle reliquie cristiane.

L’immagine di Cristo fissata su un telo di lino tra il 1260 e il 1390, indipendentemente dalla sua veridicità, ha però indubbiamente caratterizzato l’iconografia in maniera determinante, passando da immagine a simbolo nell’immaginario di milioni di persone.

“La storia del cristianesimo è caratterizzata, fin dai suoi albori, da un sottile quanto robusto filo conduttore: la frode. Va detto peraltro, a onor del vero, che questo è sempre accaduto e continua ad accadere in qualunque sistema religioso di una certa complessità e diffusione [...]. Un ambito nel quale la falsificazione ha assunto proporzioni smisurate è quello dei pellegrinaggi e delle reliquie, un autentico mare magnum di truffe alimentato dai milioni di pellegrini che giornalmente affollano le "sedi centrali" della credulità come Roma, Santiago de Compostela, San Giovanni Rotondo, Lourdes, Fatima ecc..”1

!1 Giuseppe Verdi, Santi pezzi. Le reliquie cristiane tra orrori e affari, 2017, Tempesta Editore

Più di cinque secoli prima della nascita della fotografia, un’immagine impressa su un lenzuolo diventava uno strumento di “comunicazione di massa” e addirittura, con le ostensioni pubbliche degli ultimi strumento religioso ed economico. La potenza di questa immagine, utilizzata nel nome della fede per “aiutare a comprendere e meditare la drammatica realtà della Passione di Gesù”. Certamente la Sindone, per le caratteristiche della sua impronta, rappresenta un rimando diretto e immediato a un simbolo riconosciuto da molte persone.

2018. Non conoscendo il vero nome di Dio

I trasporti non ce la fanno.

 Dicono che si guadagni dai biglietti...

Ma quanto costa un biglietto dei mezzi pubblici?

Troppo.


Troppo per un territorio che affonda le sue radici nell’automobile.
Troppo

per una linea metropolitana progettata a inizio novecento e realizzata un secolo dopo.
Troppo come il ritardo dei mezzi.
Troppo per dei mezzi sgangherati e pericolosi. Troppo per l’inciviltà che regna a bordo dei mezzi. Troppo per offendere i disabili.
Troppo per i giovani.
Troppo per i vecchi.
Troppo per prendere, nell’ordine: un
tram, un bus, una metro e un’altro bus per andare al lavoro.
Troppo per prendere,
nell’ordine: un bus, una metro, un’altro bus e un tram per tornare dal lavoro.
Troppo per sorbirsi la pioggia e la luce dei neon in Torino tornando dal lavoro.

Troppo per nulla.

 

No!

Troppo poco.
Troppo poco per un’ amministrazione rapace. Troppo poco per un
governo incapace.
Troppo poco per cinquemila e rotti lavoratori. Troppo poco per
essere puntuali. troppo poco per riparare un tram con un cacciavite e una brugola.
Troppo poco per ripulire l’inciviltà.

Troppo poco per assumere. troppo poco per rispettare.
Troppo poco per guidare otto ore le stesse linee. Troppo poco per gliinsulti.
Troppo poco per vivere sotto un neon. Troppo poco per respirare il
cemento.
Troppo poco per tutto

.

Troppo se lo paghi. Troppo poco se non lo paghi.

“Siamo sotto organico.” Questo è il mantra ripetuto all’interno dei depositi Gtt,
esclamato a denti stretti. Ci si muove frettolosamente attraverso le campate dei

depositi, attraversando la spessa coltre di monossido di carbonio. Scivolando sulla
sabbia lasciata dai tram. Ripetendo ripetutamente gli stessi gesti e le stesse
mansioni. Giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, secondo dopo secondo, tic
tac tic tac tic tac, ripetendo ossequiosamente le procedure di sicurezza e di
manutenzione. Questo è un lavoro duro e monotono.

“Gli stipendi son sempre arrivati puntuali e una vita ce la siamo fatta”.

“Pettinati che ti fotografa”. Esclama Mauro non appena chiedo a Orlando se posso ritrarlo. È importante apparire bene. È importante nella propria azienda. È importante se tieni alla tua azienda. Orlando è calvo. Mauro e Orlando tengono molto alla propria azienda e ancora di più alle loro vetture. Sì, loro o almeno così credono. Le conoscono tutte le 28, le 5000 o i 33, come se fossero figlie loro, sanno ripararle con un cacciavite e una brugola. Sanno adattare pezzi e personalità alle necessità. Sanno che l’azienda gli appartiene. Sanno di essere dei monumenti. Mauro e Orlando sanno che appartenenza vuol dire avere gli altri dentro di se.

Mauro e Orlando non vogliono essere dei numeri.

2018. Tic Tac Toe

A Torino
C’erano le scimmie
Difficile da credere

Soggiornavano in gabbie di cemento

Digrignando i denti

Strette come il morso di un coccodrillo

Con un felino, un pinguino accaldato

e un pesce tonto
Viviamo nella natura
O così raccontiamo
Ma alla natura non si comanda
e un giorno torneranno
Il lupo
e la tigre
E le loro fauci ruggiranno

Riempiendo il nostro vuoto ed esausto

Sporco silenzio.

2016  _C'erano le scimmie

2004-2018

2018. Escluso il cane

Molte persone osservano con meraviglia e stupore l'infinita varietà dei volti umani e si chiedono dove, e se, sulla terra esiste un altro uguale a loro.

Sir Thomas Browne, Religio Medici 1642

2017. Le 1001 facce

Galoppante è un termine appropiato per intendere un elemento che avanza a grande velocità. Sia in senso letterale come l’incedere di un cavallo, che in senso figurato nel caso di una ascesa galoppante. Nella maggior parte dei casi il suo significato riporta a eventi positivi che in maniera frenetica migliorano la condizione del soggetto.

Nel trotto, il galoppo, è un problema. Si viene squalificati. Bisogna correre stretti e tesi. Per questo il termine galoppante, in questo caso non ha alcuna accezione positiva. I Mandrake, i Principi e i fasti di un tempo hanno trascorso una crisi galoppante, e il primo loro addio si è rivolto all’ippica. Addio alle corse, addio ai cavalli e addio alle scommesse.

Cosa è rimasto oggi di questo mondo? Le sale d’attesa vuote, i tondini rotti, tante pezze e un’ abitudine, nata come passione diventata professione e ripetuta come un’ ossesione.
Un piccolo ecosistema con il suo pubblico che si sfoltisce ogni anno, che fuma, beve, impreca, si dispera, gioisce, s’impiccia, muore, risorge, parla, corre, litiga solo per per vincere e per godere di quel minuto di celebrità che solo una vittoria regala.
Ma quando anche questo pubblico si sarà dimenticato di cos’è il cavallo, del suddetto cavallo che ne faremo?

2017 Bye Bye Mandrake.